Fail's Blog

Fail… il blog che non le manda a dire…

Archivio dell'autore

Sarà, ma io con i miei coetanei non mi ci ritrovo mica tanto bene.


Probabilmente il mio problema non sono gli altri, forse sono solo io..?
Analizziamo bene la situazione, con la speranza di portare soluzioni o meno casini nei cervelli della gente, esaminando il mio.

AVVERTIMENTO: se volete ridere, passate oltre questo post, vi ho avvertiti. Se invece volete cercare di comprendervi, preso il blog sbagliato. Insomma, fate come vi pare.

Sin dalle medie c’era gente in classe mia ed in generale nel mio istituto che andava in discoteca. Ok, discoteca.. un posto dove ballavano musica dei primi anni 2000 alle 4 del pomeriggio e dove la cosa più alcoolica che potessero ordinare era il succo d’albicocca. Esempio stupido, ma da qualche parte dovrò pur cominciare. Ebbene, dalle medie fino ad ora in discoteca ci sono andato 2 volte, controvoglia. E’ un luogo che proprio non concepisco, barbaro, in cui gli uomini fanno a gara a chi ha adescato più prede per passare una serata a ritmi del cazzo (in tutti i sensi). Faccio canzoni meglio io con PAINT, sappiatelo. Ma questo è solo uno dei tanti esempi che potrei farvi, ci sono talmente tanti aspetti che non riesco a chiarire di questa generazione.. Ed è la MIA generazione, dovrei essere capace di comprenderla, mi pare assurdo che io non riesca ad abituarmi o a farmi coinvolgere in questi meccanismi, ma forse è proprio così che deve essere. Mi sono sempre detto (e forse è molto vero) che sarei stato bene se fossi nato negli anni ’60, portatemi lì per favore (Cercasi macchina del tempo, astenersi perditempo).

Ma la discoteca è solo uno dei tanti aspetti malati di questa società, che si basa solo su una cosa, sull’apparire.
Apparire è la chiave di volta, perché se sei in una maniera ma appari in un’altra e sei coerente, coloro che non conosci bene non scalfiranno mai la tua falsa identità che ti sei voluto costruire. E apparendo si va lontano, perché “non si possono fare concorsi di bellezza interiore”. Una cosa ho capito, che dobbiamo essere, ed essere concreti se vogliamo cambiare qualcosa. Pensare che a tutti vada bene questo velo che si stende sopra a quello che ci circonda mi mette una tristezza infinita, insieme a tante altre cose.
Mostratevi per ciò che siete, apritevi e andate a fanculo. Cosa costa perdere di vista persone che pensavano di conoscere un altro, non te? Io non sono nelle condizioni di poter dare consigli forse, ma se esiste un detto popolare che mi descrive perfettamente è “Predico bene e razzolo male”. Non potete nemmeno immaginare quante volte avrei voluto mostrarmi per ciò che sono e dire apertamente cosa provavo, cosa provo e cosa forse proverò a tante persone, ma alla fine la dannatissima timidezza ha sempre la meglio. Tutto questo per paura, di non essere accettato, di esser denigrato, di essere allontanato da persone alle quali volevo e voglio bene. Cambiare gli avvenimenti, dire una bugia per essere qualcuno per un momento… non lo fate. Dite sempre la verità e siate sempre cosa siete: niente di più, niente di meno, solo così alla fine troverete qualcuno con il quale non avrete difficoltà nell’affrontare dubbi, speranze, paure, e potrete dire che il vostro sforzo è valso a qualcosa. Ultimamente ho cominciato ad aprirmi a persone che non avrei pensato potrebbero essere come in realtà sono, ed oltre a stupore mi ha regalato anche felicità. Ho trovato una persona che mi comprende per come sono, e siccome nemmeno io mi comprendo, lo trovo straordinariamente bello, eppure forse non me lo merito. Mi hanno detto tante cose belle in questo ultimo periodo, che sono speciale, che la persona che troverò sarà fortunata ad avere me.. Ok, bellissimo e tutto quanto, ma sto cominciando a perdere le speranze. Chissà come andrà a finire tutta questa storia, se davvero trovo altre persone che mi faranno dire

Ne è valsa la pena.

Ciao a tutti, stronzi.


Non scrive nessuno da un po’ qui, che facciamo, lo rilanciamo?

Eccomi a voi, sono Umberts, nuovissimo blogger in generale, e siccome questo qua appare un po’ abbandonato, da ora in poi saremo in due a occuparcene. RIngrazio tutti (CHAO MAMMAH!) ma soprattutto il nostro caro Fail. Cosa dire di me, la mia vita secondo me è descritta dal nome di questo blog qua che si presume voi stiate leggendo, a meno che un coglione qualsiasi completamente privo di immaginazione (perché già prendere spunto da qualcosa che scrivo io lo trovo aberrante, visto che scrivo da cani; figuriamoci fare copia-incolla) lo abbia preso e messo sul suo piccolo spazio che la rete dovrebbe requisirgli. Ma torniamo a bomba.

E’ un periodo particolarmente fertile per me questo qua, poiché di cose da scrivere ne ho un bel po’. Oh, sia chiaro, non aspettatevi rose e fiori, tutt’altro. Al momento, per esempio, ho la casa piena di falegnami, con mio padre che si aggira per la casa borbottando come un’anima in pena rompendo come al suo solito le palle, ricevo schiaffi morali e fisici da qualsiasi aspetto della mia vita e non c’è una singola cosa che al momento mi faccia stare veramente in pace con me stesso, anche perché devo studiare come un cane. Non proprio un bel periodo, se qualcuno se lo stesse ancora chiedendo (per questi elementi: siete perspicaci come un bradipo in letargo). Oppure è proprio il momento giusto? Nel caso, aspettatemi.

Il vostro amichevole Umberts di quartiere. No quartiere no, blog diomerda. E vi è andata bene che in questo articolo c’è solo una bestemmia, che ho cliccato su un pulsante a caso e credevo avesse perso tutto, volevo fare un post solo di  bestemmie.

Navigazione articolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: