Fail's Blog

Fail… il blog che non le manda a dire…

Sedici anni!!!


Sedici anni.

Vi ricordate com’eravate sedici anni fa?

Drogati e sessualmente attivi, probabilmente. Ma non è questo il punto.

A pensarci bene, la domanda è inappropriata. Quindi scordatevela e cominciamo da capo.

Cosa avete fatto negli ultimi sedici anni? Un sacco di roba, suppongo. Incluso continuare a drogarvi e scopare sempre meno.

Se ve lo chiedo non è certo nell’intento di carpire intimi dettagli della vostra vita trascorsa, dei quali solo i più sensibili tra voi avranno modo di percepire quanto poco me ne possa fottere.

Ve lo chiedo perché dal 18 gennaio 1992, a seguito di un grave incidente stradale, Eluana Englaro è in stato vegetativo.

Che non consiste in una forma estrema di dieta macrobiotica, ma si tratta di quella cosa che nei telefilm americani coi medici zoppi che tanto vi piacciono chiamano coma.

Lo stato vegetativo è una situazione di assenza di coscienza (ovvero mancata percezione di sé e dell’ambiente circostante) dovuta ad un coma persistente, il cui decorso è convenzionalmente definito irreversibile, per quanto – in una ridotta casistica – permetta il regolare svolgimento di attività fisiologiche basilari come fidanzarsi con Elisabetta Canalis e mettersi in affari con una linea di magliette di gusto opinabile.

La scorsa settimana la Corte d’Appello civile di Milano ha autorizzato il padre di Eluana Englaro ad interrompere, in qualità di tutore, il trattamento di alimentazione ed idratazione forzata che da sedici anni tiene in vita la figlia.

Scelta condivisibile? Non è dato chiedercelo. E ancor meno dovrebbero sentirsi autorizzati ad interrogarsi sulla vicenda personaggi di pubblico rilievo, laici e non, i cui commenti presentano volutamente i connotati di sentenze morali.

Rocco Buttiglione dichiara:  “Non possiamo accettare la decisione disperata cui questo dolore porta. Chi può decidere quale vita sia degna di essere vissuta e quale no?”. Non lo so, Rocco. Ma tu di certo non saresti un parametro attendibile.

“Esprimo il sentimento di condivisione e partecipazione per una situazione di grande sofferenza,” – commenta il cardinal Bagnasco, presidente della Cei  – “ma non possiamo tacere che questo è un momento molto delicato, persino drammatico se si dovesse arrivare a consumare una vita per una sentenza”.

Giudica, ma condivide la sofferenza.

Sentenzia, ma partecipa al dolore.

Sulla base di quale presupposto?

Perché dubito che il cardinal Angelo Bagnasco abbia figli, dal momento che anche nell’eventualità in cui abbia avuto dei rapporti sessuali ci sono buone probabilità che i partner fossero in età prepuberale.

Ma non può tacere, di fronte ad un padre che “consuma una vita per una sentenza”.

E allora ve lo chiedo una volta ancora: cosa avete fatto negli ultimi sedici anni?

Perché se vi siete solo limitati a far funzionare correttamente i vostri apparati cardiocircolatorio e respiratorio, allora ha ragione Bagnasco e quella di Eluana è vita.

Ma se negli ultimi sedici anni avete fatto anche qualcos’altro, se vi siete sposati, avete perso il lavoro, siete stati eletti nelle file dell’Udc, vi siete scoperti gay, avete comprato una macchina, tradito la vostra ragazza, investito un pedone, mangiato cinese, molestato chierichetti, indossato infradito, ucciso Marta Russo, (non necessariamente tutte queste cose insieme, insomma) aperto un bed&breakfast, odiato i balli di gruppo, pianto per la morte di vostro padre, raggiunto un orgasmo, bevuto mojito, assunto droghe e scopato sempre meno…  se negli ultimi sedici anni avete fatto qualcosa che non fosse semplicemente respirare e pompare sangue, regalate a Bagnasco un geranio da annaffiare e spiegategli che non deve permettersi di usare i media per interferire con il dolore della gente.

Qualcosa del Genere

Mi definisco un lettore, piuttosto che scrittore. Per questo motivo vi ho riproposto un pezzo di Qualcosa del genere. Bellissimo e profondo.

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